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LETTERE DALLA PADANIA
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Tempo fa mi comprai una mangiatoia per uccelli. L´appesi nel mio portico e la riempii di semi. Era proprio una bella mangiatoia ed era uno spettacolo vedere gli uccellini da vicino. Entro una settimana c´erano almeno un centinaio di uccelli che approfittavano del costante rifornimento di cibo gratuito ottenibile senza fatica alcuna. Poi gli uccelli cominciarono a fare i loro nidi sotto il portico, sulla tenda,vicino al barbecue, e persino sul tavolino. Poi arrivò la cacca Era ovunque: sulle tegole del portico, sulle sedie,sul tavolo da pranzo....... ovunque !Poi alcuni uccelli iniziarono ad essere cattivi. Si lanciavano su di me e cercavano di beccarmi anche se ero io che li nutrivo pagando di tasca mia. Altri erano rumorosi e prepotenti. Si appollaiavano sulla mangiatoia e fischiavano e pigolavano a tutte le ore, giorno e notte affinché io riempissi la mangiatoia se il cibo scarseggiava. Dopo un po´ non riuscivo nemmeno più a sedermi nel mio portico. Così decisi di togliere la bella mangiatoia e in tre giorni gli uccelli se ne andarono. Feci pulizia e misi tutto in ordine facendo sparire anche i nidi da tutto il portico. Ben presto il mio portico tornò ad essere quello che era prima: un posto tranquillo e sereno senza schiamazzi per reclamare 'il diritto al cibo gratis. Ora, riflettiamo. Noi abbiamo ottenuto con il nostro lavoro ed i nostri sacrifici un sistema con molti diritti: cure mediche gratuite,scuole gratuite,assegni per i meno abbienti,case popolari a prezzi bassissimi e permettiamo a chiunque nasce qui di essere automaticamente cittadino del nostro Paese. Poi sono arrivati gli illegali a decine, centinaia di migliaia, che godono degli stessi vantaggi. Per pagare le maggiori spese noi dobbiamo pagare più tasse. Le case popolari vengono occupate con la forza e nessuno ne paga il canone. Se andate ad un pronto soccorso dovrete aspettare ore per essere visitato poiché gli ospedali sono diventati un rifugio per extracomunitari. Vostro figlio alle elementari avrà grossi problemi perchè metà della classe non parla Italiano e la mensa scolastica verrà condizionata da assurdi divieti religiosi. Vengono tolti i Crocefissi e non si celebra il Natale per 'non urtare la sensibilità' degli stranieri senza alcun rispetto per la nostra. Quella dei padroni di casa !!!!!! La criminalità spicciola, quella che se la prende con la gente comune (noi) e i deboli è al 75% opera del 10% della popolazione (gli stranieri) e le carceri sono così piene che i delinquenti vengono rimessi in circolazione e subito ricominciano a rubare a violentare. E se si cerca di arginare il fenomeno ecco levarsi la protesta di molti imbecilli che gridano alla violazione dei diritti civili (degli altri perché dei nostri diritti gli stessi imbecilli se ne fregano !!). Sarà solo un' opinione ma forse è giunto il momento per il nostro Governo di togliere la mangiatoia e fare pulizia.
Se siete d´accordo continuate a sostenere la Lega Nord. Se non lo siete pazienza, però dovete continuare a pulire la cacca altrui!
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UN TUO COMMENTO
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Lega Nord Padania Sezione di Zogno
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La Lega è come un bambino, è il frutto dell’amore. Io sono convinto che questo Movimento sia il risultato del lavoro generoso di migliaia di uomini e di donne che si vogliono bene, che vogliono bene alla città dove vivono, alla nazione cui sentono di appartenere.Il bambino è cresciuto, ha imparato a camminare con le sue gambe, ma bisognerà lavorare ancora perché diventi adulto e realizzi le sue ambizioni.
Umberto Bossi
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NOTIZIE
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Lega Nord, a Bergamo incontro pubblico con Bossi, Maroni e Calderoli - venerdì 27 gennaio 2012Sabato 4 febbraio il Centro Congressi di viale Papa Giovanni XXIII ospiterà l'incontro pubblico
con il segretario federale della Lega Nord Umberto Bossi e gli ex ministri Roberto Maroni e
Roberto Calderoli.
All'incontro, organizzato dalla Segreteria provinciale della Lega Nord e con inizio alle 21,
parteciperanno anche gli esponenti del Carroccio a livello regionale e a livello provinciale.
"Abbiamo organizzato questo incontro perchè in un momento delicato come quello che stiamo
attraversando è quanto mai indispensabile che la Lega, unica forza di opposizione, stia in mezzo alla
gente - dichiara il Segretario provinciale della Lega Nord Cristian Invernizzi - .
Gli elettori sono stati traditi dai partiti e si ritrovano a subire scelte attuate da un Governo non voluto da
loro, che sta praticamente tartassando il Nord e la gente che da sempre paga con onestà e puntualità.
La Lega Nord, a differenza delle altre forze politiche, ha scelto di non subire passivamente gli effetti dei
provvedimenti adottati dal Governo Monti e ancora una volta i suoi rappresentanti stanno dimostrando di
essere vicini alla gente, ascoltandola e facendosi portavoce del loro disagio”.
Bergamo 27/01/2012 maggiori informazioni ... Un milione di opuscoli per spiegare l'aggressione di Roma al Nord - mercoledì 18 gennaio 2012Un milione di opuscoli “Lega Nord flash” per denunciare l’aggressione che il Nord sta subendo dal governo Monti sul fronte delle tasse. E’ l’iniziativa che scatterà domenica prossima 22 gennaio, in concomitanza con la grande manifestazione del Carroccio a Milano. «Le nuove tasse sulla prima casa – spiega il senatore Mario Pittoni, curatore della pubblicazione cofirmata da Roberto Calderoli, coordinatore delle Segreterie nazionali leghiste - porteranno a Roma svariati miliardi. Più di due terzi delle imposte sulle abitazioni graveranno sulle regioni padane. E sono destinate a gonfiarsi esponenzialmente con la revisione degli estimi catastali, a fronte di un Meridione dove si parla di 2 milioni di immobili inesistenti per il fisco. Nel foglio si parla poi dell’Iva – che crescerà di 2 punti - in carico per il 75% alla Padania, a causa del tasso di infedeltà fiscale che notoriamente sale vertiginosamente mano a mano che scende la latitudine. Senza dimenticare le pensioni di anzianità, per tre quarti maturate al Nord (spesso straguadagnate con 40 anni di lavoro) destinate a slittare oltre misura. In sostanza denunciamo che il Governo, anziché accelerare - forte dei suoi numeri - la riforma federalista per abbattere gli sprechi storici del Sud, si avventa sulla parte più produttiva: lavoratori, piccole-medie imprese e artigiani del Nord. Per quanto riguarda le difficoltà del nostro Paese con l’Europa, può essere utile andare a rileggersi le parole di Umberto Bossi, pronunciate nel lontano 1998 e che riportiamo nella pubblicazione: «Si sta partorendo un mostro che non genererà né democrazia, né stabilità, né vantaggi economici per tutti... Le leggi finanziarie degli Stati si ridurranno a un semplice fax inviato da Bruxelles, dal Consiglio d’Europa, terminale delle cento grandi famiglie europee... All’Italia resterà solo la leva fiscale e i quattrini dovrà toglierli maledettamente e subito dalle tasche dei cittadini, evidentemente aumentando la pressione fiscale». Vedeva lontano il segretario della Lega. Attenzione però: sottrarre ancora risorse alla Padania (invece che attuare il federalismo, unico concreto strumento blocca sprechi), riducendo ulteriormente i suoi margini d’investimento, vuol dire spegnere la locomotiva del Paese. Nell’opuscolo riportiamo un esempio di dove finiscono i soldi dei cittadini padani. Secondo dati dell’osservatorio sulle pensioni dell’Inps, in provincia di Napoli una pensione su 3 è versata a un invalido (per la cronaca, nell’ultimo anno 36.000 pensioni di invalidità - ossia il 20% del totale - sono state revocate per truffa). In Campania su 6 milioni di residenti l’Inps registra 500.000 inabili al lavoro: 1/8 di tutti gli invalidi del Paese. 11 persone su 100 incassano l’assegno di povertà o inabilità e solo 8 su 100 sono le pensioni di anzianità erogate a seguito del versamento dei contributi. L’Inps spende 432 milioni al mese per 504.000 pensioni di vecchiaia e 229 milioni per quelle di invalidità, oltre a 137 milioni per i 277.000 coniugi che hanno diritto alla reversibilità. Per l’Inps il costo sociale delle pensioni in Campania è di 845.625.000 euro al mese: 10 miliardi di euro l’anno. Una fetta consistente – sottolinea Pittoni - della manovra Monti!» ( fonte: leganord.org) maggiori informazioni ... L’IMU, da imposta comunale a furto centralista - lunedì 9 gennaio 2012
Tabella riassuntiva del confronto tra l’IMU federalista e l’attuale IMU
IMU FEDERALISTA (D.lgs. 23/2011)
- DA QUANDO SI APPLICA: 2014
- SI APPLICA A: immobili diversi dalla prima abitazione
- ALIQUOTA: 0,76%
- BASE IMPONIBILE: valore dell’immobile con rivalutazione catastale del 5%
- DESTINATARI DELL’INTROITO: Comuni
- MANOVRABILITA’ DEI COMUNI: +/. 0,2% immobili locati, +/- ‘,3% immobili non locati
IMU MANOVRA MONTI
- DA QUANDO SI APPLICA: 2012
- SI APPLICA A: tutti gli immobili
- ALIQUOTA: 0,4 % per la prima casa, 0,76% per tutti gli altri immobili
- BASE IMPONIBILE: valore dell’immobile con rivalutazione catastale del 5% e applicazione di specifici moltiplicatori diversificati per tipologia di immobile.
- DESTINATARI DELL’INTROITO: 50% a favore dello Stato dell’importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili diversi dall’abitazione principale.
- MANOVRABILITA’ DEI COMUNI: +/‐ 0,2% per prima abitazione, +/‐ 0,3% altri immobili
- ALTRO: riduzione del fondo di riequilibrio
L’imposta municipale unica. Relazione di sintesi
L’imposta municipale unica (IMU) viene introdotta nella scorsa primavera dal decreto legislativo sul federalismo municipale (23/2011) e prevedeva l’istituzione, a partire dal 2014, di questa imposta, fissata allo 0,76 per cento, basata sul possesso di immobili diversi dalla abitazione principale e che avrebbe dovuto sostituire l’ICI e l’IRPEF sui renditi fondiari. Vediamo nello specifico cosa prevedeva l’IMU nel Decreto sul federalismo municipale:
L’imposta municipale propria nasce e viene disciplinata dagli articoli 8 e 9 del Decreto Legislativo n.23 del 2011, e la sua entrata in vigore viene fissata nel 2014 in sostituzione, per la componente immobiliare, delle seguenti forme di prelievo:
- Imposta sul reddito delle persone fisiche (IRPEF) e le relative addizionali dovute sui redditi fondiari, con riferimento ai beni non locati;
- Imposta comunale sugli immobili (ICI).
Presupposto dell’imposta è il possesso di immobili diversi dall’abitazione principale, mentre sono soggetti passivi dell’imposta municipale il proprietario o il titolare di un diritto reale di immobili, il concessionario di aree demaniali o il locatario se l’immobile è in locazione finanziaria. La base imponibile corrisponde al valore dell’immobile ovvero, per i fabbricati iscritti in catasto, dal prodotto tra le rendite catastali rivalutate del 5%.
L’aliquota di base è fissata, come detto, nella misura dello 0,76 per cento e può essere modificata con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri. Ai comuni viene data la facoltà di modificare, in aumento o in diminuzione l’aliquota:
- fino ad un massimo di 0,3 punti percentuali per l’imposta municipale applicata al possesso di immobili non locati;
- fino ad un massimo di 0,2 punti percentuali per l’IMU applicata agli immobili locati.
Sono esenti dall’imposta municipale propria gli immobili posseduti dallo Stato e da altri enti locali, oltre che i fabbricati ad usi culturali e i fabbricati destinati esclusivamente all’esercizio del culto, i fabbricati di proprietà della Santa Sede.
La nuova IMU nel Decreto salva-Italia del governo Monti:
La nuova IMU stravolge completamente l’imposta così come pensata dal decreto federalista: l’imposta ora, infatti, si applica a partire dal 2012 e sostituisce l’ICI; sulla prima casa, l’aliquota di base è del 0,4%, con possibilità dei comuni di aumentarla o diminuirla di due punti, mentre sugli altri immobili l’aliquota viene fissata allo 0,76% con possibilità dei comuni di modificare di 0,3 punti tale valore. Il tutto, in abbinata al fatto che gli immobili subiranno una rivalutazione del valore immobiliare derivante dall’applicazione, oltre che del 5% di rendita catastale, di specifici moltiplicatori modulati per tipologia di edificio.
Il funzionamento della nuova imposta prevede che l’introito della prima casa rimanga ai comuni, mentre la rimanente parte (che vale circa 18 degli oltre 21 miliardi complessivi derivante dalla nuova IMU) venga diviso tra i Comuni e lo Stato. Vista così, sembrerebbe quasi che, nel complesso, la nuova Imu porti maggiori entrate ai Comuni, ma in realtà non è affatto così. Ai Comuni con una mano viene concessa una tassa locale, ma con l’altra viene sottratto ogni gettito che superi l’attuale gettito dell’Ici, così che se un Comune volesse abbassare l’aliquota base ai propri cittadini, non calerebbe quanto dovuto allo Stato: in pratica, sarebbe il Comune a pagare l’Imu allo Stato.
La quota che lo Stato prevede di incassare globalmente, infatti, si basa supponendo la applicazione, alla base imponibile complessiva, dell’aliquota del 0,76%; pertanto, i comuni che abbasseranno l’aliquota sugli immobili diversi dalla prima abitazione, potrebbero arrivare a dare allo Stato qualcosa come l’ottanta per cento dell’IMU del proprio territorio.
Difficile dunque pensare di rivedere al ribasso l’imposta, tanto più che i comuni devono anche fare anche i conti con il taglio al fondo di riequilibrio, che vale oltre 1,4 miliardi di euro. Agli incrementi di entrata stimati per i comuni nel loro complesso, per effetto del maggior gettito IMU rispetto al gettito ICI, corrispondono riduzioni di pari importo del fondo sperimentale di riequilibrio e poi del fondo perequativo. Gli effetti espansivi previsti con l’IMU vengono quindi sterilizzati.
Analisi della nuova imposta e confronto con il decreto federalista:
Dal punto di vista economico, l’impatto della combinazione prima casa‐revisione dei moltiplicatori, sarà notevole per il contribuente, dal momento che la nuova imposta provocherà un aumento di tassazione immobiliare mai raggiunto prima e maggiore perfino della tanto odiata Isi, l’imposta straordinaria immobiliare.
Oggi, infatti, su una seconda casa, un comune incassa una ICI pari a
100 x 100 x 7/1000 (aliquota pari al 7 per mille, ad esempio)
ovvero 70 euro.
Con la nuova manovra, tuttavia, da domani il cittadino dovrà sborsare
100 x 160 (effetto moltiplicatore) x 7,6/1000 (aliquota IMU)
ovvero ben 121,60 euro. Un aumento significativo per il contribuente, pari ad oltre il 70% di maggior imposta, ma che, come abbiamo detto in precedenza, cela anche un tranello.
Di questi 121,60 euro, infatti, il Comune ne potrà incassare solo 60,80, dal momento che il 50% dell’introito dovrà essere girato allo Stato: di fatto, quindi, oltre ad un maggior onere per il cittadino, i Comuni avranno una minore entrata rispetto a prima e rispetto a quanto previsto, invece, dalla precedente versione del federalismo municipale.
Non solo, quindi, i Comuni riceveranno meno rispetto alla precedente versione del Decreto federalista, ma dovranno subire anche ulteriori tagli: un sacrificio notevole per gli enti locali, già alle prese, peraltro, con i stringenti vincoli del Patto di stabilità interno.
C’è, tuttavia, un secondo aspetto, dietro a questa operazione, ed è il rovesciamento completo della logica federalista. Il coinvolgimento, obbligato, dei sindaci alla raccolta del denaro che servirà a Roma per rimpinguare le casse dell’erario, infatti, evidenzia chiaramente come la manovra “salva‐italia” sia centralista e contro gli enti territoriali. Oggi, infatti, al contrario di quanto posto dalla riforma federalista e contrariamente rispetto a quanto avviene negli altri Paesi europei più moderni, Germania e Svizzera in primis, la manovra impone agli amministratori locali non più di reclamare una maggiore autonomia locale allo scopo di ottenere maggiori entrate da utilizzare per il territorio, ma di rastrellare denaro per poi inviarlo a Roma. La prospettiva, dunque, si pone su un piano assolutamente e completamente diverso rispetto a prima, dal momento che si privano gli amministratori locali di quelle leve che avrebbero dovuto costituire l’ossatura dell’autonomia fiscale, passaggio obbligatorio per dare seguito alla autonomia amministrativa, sgravando al contempo lo Stato centrale dalle responsabilità di riscossione da quelle risorse che invece avrebbero dovuto essere utilizzate per sostenere il territorio.
Con questa manovra di revisione dell’imposta municipale propria, pertanto, la logica federalista cede il passo ad una revisione assolutamente centralista di gestione delle risorse pubbliche che non potrà che deresponsabilizzare tanto gli enti locali, depotenziati di qualsiasi leva, quanto l’amministrazione centrale, intenta solo ad assicurare al conto dell’erario statale maggiori entrate. Viene quindi snaturata la imposta così come pensata dalla precedente riforma federalista e che prevedeva un legame diretto tra la tassazione al territorio, e che avrebbe permesso di godere di una maggiore autonomia finanziaria per sviluppare servizi e, quindi, misurare la capacità degli amministratori, seguendo così la logica del “pago, vedo, voto” (il cittadino paga i tributi, vede come sono utilizzati e vota premiando o punendo i propri amministratori).
Estratto da: L’Imposta municipale propria. L’imposta nel decreto federalista e le modifiche apportate dal Decreto Monti: analisi di confronto. Aggiornamento: 22/12/2011 a cura di: On. Maria Piera Pastore e Dr. Andrea Recaldin
maggiori informazioni ... I furbetti del governo: case, doppi incarichi e... le vacanze gratis - domenica 8 gennaio 2012Quanti privilegi ai ministri "tecnici" del governo Monti. Ora mantengano la promessa e rendano pubblici i loro patrimoni. Intanto tra auto blu e benefit il Csm divora 35 milioni all'anno. E c'è chi lavora 12 giorni al mese
Un governo di tecnici: duri e puri. Un governo trasparente. Un governo battezzato nel fonte battesimale della società civile, dell’università, della magistratura, lontano dagli intrighi di palazzo. Ci eravamo illusi.
Anche i migliori, anche quelli nati senza peccato originale, anche loro hanno qualche macchiolina nel curriculum sfavillante, qualche privilegio, qualche opacità, come si dice con una brutta parola.
Anche loro sfruttano i voli di stato, per tornare a casa dopo un incidente sugli sci, come il ministro della difesa Giampaolo Di Paola: lussazione alla spalla e aereo pronto a Verona; anche loro avrebbero dovuto mettere in vetrina i loro guadagni, ma evidentemente fanno fatica a rintracciare i cedolini; anche loro si sono dimostrati pronti a battagliare per salvare i doppi stipendi, (o almeno uno stipendio e un quarto o uno e mezzo) argomento d’attualità per Antonio Catricalà, Corrado Clini, Filippo Patroni Griffi. Filippo Patroni Griffi è il ministro con due cognomi e due stipendi: quello di titolare della Funzione pubblica e l’altro, incredibile ma legittimo, di presidente di sezione del consiglio di stato, in aspettativa da una vita. Sì, perché Patroni Griffi ha collezionato poltrone importanti nella pancia dello Stato ma una leggina, fatta ad hoc per i magistrati amministrativi come lui, gli permette di incassare l’indennità per il lavoro in freezer. Niente male. Patroni Griffi è un supertecnico e da supertecnico ha vinto, dopo cinque sentenze, una battaglia spettacolare. Spettacolare come la casa con vista sul Colosseo. Spettacolare come il prezzo pagato nel 2008 per acquistare quei 109 metri catastali al primo piano di uno stabile di via monte Oppio: 177.754 euro. Come ha fatto Patroni Griffi? Semplice, ha ingaggiato una feroce battaglia contro lo Stato e il ministero dell’economia, padrone del palazzo, e li ha piegati, passando attraverso i colleghi del Tar, poi per quelli del Consiglio di stato e poi per la Corte costituzionale.
Giulio Tremonti e il sottosegretario Maria Teresa Armosino si erano inventati una legge ad domum, come l’ha chiamata Sergio Rizzo sul Corriere della Sera, pur di non essere costretti a svendere l’immobile situato in una zona strepitosa della capitale. Ma non c’è stato niente da fare. I magistrati amministrativi, con l’aiuto di due periti che lavoravano fianco a fianco con Angelo Balducci, quello della cricca, hanno stabilito che lo stabile di via monte Oppio era una casa popolare e non un immobile di pregio, come gridava l’Armosino. Risultato: il miracolo che ha dissanguato lo Stato. Patroni Griffi ha spuntato 1.630 euro al metro quadro, quando a pochi metri di distanza Claudio Scajola, aiutato però da una robusta iniezione di denaro degli onnipresenti amici della cricca, ha acquistato a 8.500 euro al metro quadro. Cinque volte di più. Attenzione: chi era l’avvocato che ha aiutato Patroni Griffi nella delicatissima ed estenuante partita contro lo Stato? È Carlo Malinconico, oggi strategico sottosegretario alla Presidenza del consiglio, ieri presidente della Federazione italiana editori giornali e prima ancora tante altre cose. Bene, anzi male: qualche anno fa Malinconico era incappato in una singolarissima disavventura: era andato in vacanza in un hotel a cinque stelle del’Argentario, in una suite da 1.500 euro a notte, e alla fine aveva trovato l’amara sorpresa. Qualcuno, vai a sapere chi, aveva già saldato il conticino da 9.800 euro. Un dramma. Ieri al Giornale che chiedeva lumi, Malinconico ha dato una spiegazione ancora più singolare: «Volevo pagare, ma qualcuno l’aveva già fatto e quando ho mi sono rivolto al direttore per sapere chi fosse, mi ha risposto che non poteva dirlo per rispetto della privacy». Il vero benefattore, si sa, vuole rimanere anonimo. E Malinconico aveva bevuto l’amaro calice. Peccato che l’imprenditore Francesco de Vito Piscicelli abbia raccontato a Marco Lillo del Fatto quotidiano, lo stesso giornalista che ha ricostruito la soap opera della casa di Patroni Griffi, di essere stato lui a saldare la vacanza da cartolina. E Piscicelli è uno degli amici di Balducci e della solita cricca. Sia chiaro: Patroni Griffi e Malinconico non sono indagati, ma lo stile, le frequentazioni, le spiegazioni (almeno nel caso del sottosegretario) pongono più di un punto di domanda. E confermano un sospetto antico e perfino banale: anche il tecnico non vive sotto una campana di vetro. La cricca aveva i suoi gangli nel corpo dello Stato: magistrati contabili, grand commis, dirigenti, superdirettori.
Tecnici puri, che pensavano ai fatti loro.
Questo è il loro governo. Duri e puri, si diceva. Duri sì, ma con il contribuente. Puri mica tanto. Trasparenti nemmeno: Monti ci ave assicurato che tutti i componenti del governo avrebbero messo in rete redditi e patrimoni. Stiamo ancora aspettando. E intanto il comma 6 del decreto salva-Italia salva i super-stipendi di chi arriva dalle file della pubblica amministrazione: la vecchia indennità resta intatta, purché non superi quella dei parlamentari che è di 5.246 euro. E i contributi per la pensione sono tarati sull’ultima busta paga percepita prima di andare in aspettativa. Questo sì che è un governo tecnico. ( IL GIORNALE.IT) maggiori informazioni ... 2012: la Padania con l'€uro-A, Roma e il Sud con l'€uro-B! - mercoledì 4 gennaio 2012BRUXELLES - Che il 2012 segnerà la fine dell'€uro, per lo meno per come è stato conosciuto fino ad oggi. Nemmeno i tedeschi, da sempre NEuroentusiasti, riescono più a nascondere la situazione. Stanno stampando D-Mark, pronti a saltar giù dall'€urotitanic al momento giusto, con tanti saluti a quella U€ che avrebbero voluto controllare direttamente come se fosse casa loro: poveri illusi!
Germania: Nord e Sud-€uro subito!
Qualche mese fa fu proprio l'allora Presidente della Confindustria tedesca Hans Olaf Henkel a proporre una prima via di fuga alla Moneta unica, ultimo estremo tentativo di salvare la baracca in fase d'affondamento: creare un Nord-€uro per gli Stati più forti (Germania, Austria e Olanda) e un €uro-Sud, svalutato e svalutabile, per i Paesi più deboli (Spagna, Italia e Grecia).
Tornano D-Mark (€uro-A) e Lire (€uro-B)
E' evidente che il Nord-€uro assomiglierebbe tanto al vecchio DM, mentre l'€uro di tipo "B" sarebbe una via di mezzo fra la Lira italiana e la Peseta spagnola. Ma è pur vero che all'interno delle singole realtà nazionali, ci sono delle situazioni che devono esser tenute in considerazione. E qui torna in gioco il discorso sull'Europa dei Popoli, così importante che non può esser messo da parte se non si vuole ripete l'errore fatto con la creazione dell'€uro.
Catalogna e Padania in "A", Madrid e Roma in "B"
In Spagna, per esempio, bisogna che in Catalogna si introduca l'€uro di tipo A, come per la Germania, mentre nel resto della Spagna si adoperi quello di tipo B. L'economia di Barcellona è più forte di quella di Madrid e sa reggersi in piedi con le proprie gambe se nessuno va a metterci il becco! Lo stesso discorso vale per l'Italia: la Padania ha un'economia simile a quella della Baviera tedesca ed è giusto che possa avere l'€uro di tipo A, mentre a Roma e al Sud, una sorta di nuova "Magna Grecia", è meglio che inseriscano l'€uro di tipo B.
Se la U€ vorrà far ripartire il sistema non potranno prescindere da questi dati di fatto, altrimenti fra 1 anno saranno qui a piangere il secondo fallimento e sarà ancor peggio per loro! ( fonte mattinonline.ch) maggiori informazioni ... Monti stanga gli italiani ma grazia gli immigrati - mercoledì 4 gennaio 2012Retromarcia dei tecnici: ripenseremo all'aumento della tassa per il permesso di soggiorno, Nessuna pietà per pensionati e dipendenti
Sordo alle proteste dei pensionati e di tutti gli italiani vittime della super-stangata SuperMario, invece, ha graziato gli immigrati. Il due gennaio l'annuncio:aumenteremo fino a 200 euro la tassa per il permesso di soggiorno. Dopo due giorni, la retromarcia: il ministro dell’Interno, Annamaria Cancellieri, e il ministro per la Cooperazione internazionale e l'Integrazione, Andrea Riccardi, "hanno deciso di avviare una approfondita riflessione e attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati regolarmente presenti in Italia, previsto da un decreto del 6 ottobre 2011 che entrerà in vigore a fine gennaio. In un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese - si legge nella nota - c'è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare". Insomma, si vuole distinguere caso per caso, capire chi effettivamente può permettersi di sopportare l'aumento della tassa.
La notizia della sovrattassa aveva scatenato l'ira della sinistra. Il presidente dell'Inca-Cgil, Morena Piccini, ha detto: "Grande preoccupazione e forte dissenso per l’aumento dei costi per il rinnovo dei permessi di soggiorno: un’ingiusta vessazione". Per la presidente del patronato della Cgil "il provvedimento che istituisce il contributo, sopravvissuto al cambio di governo, aumenta in misura esponenziale i costi che sostengono i lavoratori stranieri e le loro famiglie che già contribuiscono con il loro lavoro, le imposte e i contributi al fabbisogno economico del paese". ( fonte liberonews.it) maggiori informazioni ... LA LEGA: NE' DI DESTRA NE' DI SINISTRA MA TUTELA DEL TERRITORIO - mercoledì 16 aprile 2008
Il semiologo Amadori : "Lega né di destra né di sinistra. Bossi come un Gengis Khan buono"
"Che la Lega fosse in crescita lo si ero visto anche nei sondaggi, ma che riuscisse a fare questo salto quantico di scala e di natura non era stato previsto da nessuno". Il semiologo AlessandroAmadori (a.d. Coesis Research) analizza le ragioni del successo elettorale del Carroccio. "In fondo il Popolo della Libertà Pdl è rimasto legato al suo elettorato e il Pd è andato benino, tecnicamente non male. Si è verificato invece uno svuotamento della Sinistra Arcobaleno. E l'unica spiegazione plausibile è che si sia creato un vaso comunicante di tre o quattro punti percentuali, pari a un milione e seicentomila elettori, che ha portato a un travaso dalla sinistra radicale verso la Lega. Tutto ciò era sfuggito ai sondaggi, è uno di quegli spostamenti di pancia, sotterraneo. Una cosa quasi subliminale".
"Maroni - aggiunge Amadori - ha detto chiaramente che la Lega non è né di sinistra né di destra, ma ragiona e opera sul piano del territorio. C'è una consapevolezza di vivere in un determinato territorio e quindi per tutelare gli interessi globali di quella zona il partito giusto è la Lega. E' questo il ragionamento che è scattato. Il Carroccio è quindi fuori dal vecchio schema sinistra-destra, è interclassista proprio come lo è un territorio.
Qualcuno deve rappresentare quel luogo e perciò il movimento diventa interclassista. In embrione lo era già la Lega, ora con queste elezioni c'è stato un salto verso un partito globale del territorio".Umberto Bossi? "Merita di essere considerato uno dei più grandi personaggi politici della fine del Ventesimo e dell'inizio del XXI secolo, a lungo sottovalutato e a volte considerato folcloristico, ha invece un intuito straordinario.
In qualche modo anche Berlusconi è figlio di Bossi, perché è il Senatùr che ha aperto la strada al cambiamento, al nuovo e a una deprofessionalizzazione della politica. Bossi è un condottiero paragonabile a figure come Gengis Khan e Alessandro Magno, un visionario legato al popolo e al territorio. Insomma, un Gengis Khan buono che ha visione, coraggio ed è molto sintonico con la propria gente. Perfetto è stato il manifesto della Lega sugli indiani, molto azzeccato. Esprime esattamente questo concetto: che tu sia un indiano di sinistra, di destra o di centro, povero o ricco, colto o ignorante devi votare Lega perché appartieni a quest'area. Molto simpatico anche, un'immagine concreta e un messaggio chiaro: noi rappresentiamo il territorio senza distinzione di reddito, di ceto e di classe. Ma nemmeno di colore della pelle. E' probabile che anche il voto degli immigrati regolarizzati vada alla Lega, bisogna superare l'idea sbagliata di un partito nordista e razzista. Il Carroccio ha un elettorato molto variegato, non è una questione di etnia ma di luogo".
maggiori informazioni ...
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GIORNALINO DI SEZIONE
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LEGA NORD LEGA LOMBARDA - GIORNALINO DI SEZIONE - sabato 27 novembre 2010 INFORMAZOGNO - GIORNALINO DI SEZIONE FEBBRAIO 2010 - giovedì 18 febbraio 2010 INFORMAZOGNO MAGGIO 2007 - domenica 27 maggio 2007 - domenica 27 maggio 2007
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COMUNALI 2009
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FEDERALISMO!
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FEDERALISMO
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